Quest’anno celebriamo 1700 anni dalla celebrazione del primo grande concilio ecumenico, tenuto a Nicea nel 325. L’opera più importante di questo concilio fu la condanna dell’eresia di Ario. Costui, un prete alessandrino, insegnava che Gesù non era consustanziale al Padre ma creato; duque non Dio ma un uomo, seppur superiore agli altri uomini in virtù dei suoi carismi e del suo essere parte della SS. Trinità. Gesù fu rappresentato come una via di mezzo tra Dio e l’uomo: un superuomo ma un semi-Dio. Non è in fondo questo ciò che il mondo prova a fare di Gesù: un uomo divinizzato, modello dell’uomo che si fa Dio? Ario ha ancora molti discepoli: quelli che riducono Gesù a un bravo uomo che parla con parole ispirate. Ma Gesù non è Dio per costoro. E non lo è neppure per quelli che dividono la pastorale dalla dottrina di fede, accantonando quest’ultima per fare spazio all’estro pragmatico. È come scindere la natura divina dalla natura umana di Gesù nella sua unica Persona divina.
Mese: Febbraio 2025
Il Giubileo e l’Indulgenza per riscoprire la misericordia di Dio
Le indulgenze non liberano i fedeli dalla penitenza. La Chiesa concede indulgenze per rimettere i peccati, ma non per evitare le sofferenze necessarie per migliorare. Le indulgenze aiutano a sopportare la croce, non a eliminarla. Per ottenere l’indulgenza plenaria, bisogna essere completamente distaccati dal peccato e avere spirito di penitenza, cosa non facile. L’indulgenza plenaria del Giubileo motiva a crescere nell’amore per Dio e nel rifiuto del peccato.