Maria Corredentrice, paradigma di vita cristiana. La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione (prima parte)

La Corredenzione di Maria può essere compresa bene alla luce di due feste liturgiche. Il 15 settembre è una grande festa mariana dedicata a Nostra Signora Addolorata ai piedi della Croce. Nel rito antico questa festa è preparata da quella dei Sette Dolori di Maria che si celebra il Venerdì della Settimana di Passione prima della Settimana Santa. Il 14 settembre celebriamo invece l’Esaltazione della Santa Croce. Sono feste importantissime che si annodano l’una all’altra: una cristologica e una mariana. Questo ci fa capire che è sempre doveroso approfondire il mistero della Corredentrice alla luce della Redenzione: Gesù e Maria sono una cosa sola, sempre uniti. Si tratta di vedere insieme la Croce e la Corredentrice. In questa riflessione, che svilupperò in tre parti, ho pensato che fosse opportuno cercare di vedere in un modo più pratico (pastorale) l’importanza della corredenzione per la nostra vita cristiana, delineandone il suo aggancio, anch’esso pratico, alla salvezza operata da Cristo.

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L’umiltà della Parola e il modo di ricevere l’Eucaristia

Nell’episodio del centurione nel Vangelo di Matteo (8,5-10) e nella sua risposta intrisa di fede si delinea il mistero della ricezione della Santa Eucaristia. Non a caso, le parole di quell’uomo pagano che implorava la guarigione del suo servo sono state incorporate ad litteram nella S. Messa. È la preghiera che rivolgiamo al Signore prima di ricevere il suo Corpo: «Signore non sono degno che tu entri sotto il mio tetto. Ma dì soltanto la parola e io sarò guarito».

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Perché Gesù ha scelto il pane per istituire l’Eucaristia?

Sicuramente dobbiamo riandare alle prefigurazioni eucaristiche nell’Antico Testamento: la manna discesa miracolosamente dal cielo (Es 16) e i “pani della presenza”, 12 pani freschi sostituti ogni sabato, prima nella Tenda e poi nel Tempio, che poteva essere mangiati solo dai sacerdoti (Lv 24,5-9). Ma c’è molto di più. Bisogna riannodare l’Eucaristia al discorso di Gesù ai greci che erano venuti a Gerusalemme per poterlo vedere (cf. Gv 12,20ss.). Gesù risponde alla loro richiesta in modo enigmatico, rinviando alla sua imminente Passione e Morte: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Il pane è fatto da chicchi spigolati e macinati per diventare farina, che poi impastata diventa pane. Il chicco è Gesù macinato nella sua dolorosa Passione e Morte. Egli sarà frantumato dal dolore e dall’amore nel suo sacrificio e così diventerà pane, Eucaristia.

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🇬🇧 🎙️Our Lady as the Gebirah – the Queen Mother in Mt 2:11

Why is St Joseph not mentioned in the account of the Magi upon their arrival at Bethlehem (cf. Mt 2:1-11)? Joseph of Nazareth plays a prominent role in Matthew’s Gospel, though. His presence is well outlined in what just precedes the moment of the adoration of the Magi (the Angel telling Joseph in a dream about the divine Incarnation) and what follows it (Joseph alerted by the angel to flee with Jesus and Mary into Egypt). So he is definitively not forgotten by the evangelist.

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