Che il nuovo Papa si presenti alla Chiesa come successore dell’apostolo Pietro e non di Francesco, di Giovanni XXIII o di Benedetto XVI. Il Papa non è monopolio di un’idea di pontificato (e di Chiesa) ma dipende da ciò che lo precede: la fede ininterrotta della Sposa di Cristo. La Chiesa precede il Papa quanto alla fede che professiamo perché in fondo è Cristo che precede la Chiesa e il Papa.
Continua a leggere “La posta in gioco è alta nella scelta del nuovo successore di Pietro”Mese: Aprile 2025
Habemus… chi? Tutta la responsabilità dei Signori Cardinali
Cosa vogliano i Signori Cardinali un successore di Francesco o di Pietro? Questa è una prima domanda fondamentale a cui bisogna rispondere con l’ausilio della teologia e della storia della Chiesa e non semplicemente con idee personali o cordate di potere. È ormai tempo di avviare una riconciliazione interna alla Chiesa, con un chiaro aggancio all’intera Tradizione e non al suo ultimo scorcio, dal Vaticano II in poi. Che il nuovo Papa si presenti alla Chiesa come successore dell’apostolo Pietro e non di Francesco, di Giovanni XXIII o di Benedetto XVI. Il Papa non è monopolio di un’idea di pontificato (e di Chiesa) ma dipende da ciò che lo precede: la fede ininterrotta della Chiesa. Perciò sarebbe anche ora che il Papa scelto professi la fede integrale della Chiesa, rifiutando gli errori e correggendo le ambiguità che sono state introdotte nel corso di questi ultimi anni (gli ultimi dodici alla luce degli ultimi sessanta). Infine sarebbe auspicabile non insistere più su stile che varia a secondo del Papa di turno e dottrina, provocando così un’ennesima spaccatura tra fede e vita cristiana. Lo stile deve essere cattolico e perciò sovrapponibile alla dottrina di fede e di morale, quantunque rimanga accidentale e provvisorio rispetto alla fede e al suo annuncio.
Per approfondire:
- Super hanc petram. Il Papa e la Chiesa in un’ora drammatica della Storia
- Super Hanc Petram: The Pope and the Church at a Dramatic Moment in History
🇬🇧 The Pain Mary Chose | Her Hidden Role in Your Redemption
Fr. Serafino explains the pain Mary suffered for your salvation.
Maria agonizzante con Cristo: lacrime, dolore, offerta
Entrati nella Settimana di Passione, vogliamo fissare il nostro sguardo su Maria SS. unita a Gesù nella sua dolorosa Passione. Maria è una con il Figlio dall’Annunciazione, con la sua obbedienza sacrificale, fino al Calvario, dove il suo “Stabat” è completamento sacrificale del suo “Fiat”. La Vergine Maria, nuova Eva, soffre per dare alla luce tutti noi sul Calvario, in Gesù e per Gesù. Partorendo in modo verginale Gesù, Maria ha rimosso la condanna che incombeva su Eva a causa del peccato originale: nel dolore partorirai (cf. Gen 3,16); partorendo invece noi con doglie spirituali e corredentive ha restaurato la vita soprannaturale delle nostre anime, divenendo nostra Madre nell’ordine della grazia (cf. Lumen gentium 61). Bisogna evitare due eccessi quando si descrive la sofferenza di Maria durante la Passione e Morte del Signore. C’è chi presenta la Vergine ai piedi della Croce totalmente disfatta dalla sofferenza, fino al deliquio e alla svenimento: una madre quasi disperata; o chi la vede in un certo modo impassibile, in un atteggiamento di stoica fortezza, senza lacrime e pianto amaro. Maria soffrì un dolore che non ha pari; versò lacrime amare, non su Gesù (come le donne di Gerusalemme redarguite dal Signore, cf. Lc 23,28) ma con Gesù, per tutti noi. Ella agonizza con il Figlio, ma quel dolore è amore: amore che salva. “Stabat” esprime un’unità di fortezza, silenzio, pianto e offerta sacrificale.
