«Le orecchie del popolo sono più sante dei cuori dei sacerdoti» (S. Ilario, Contra Arianos)

Celebreremo tra poco la festa della Medaglia Miracolosa (27 Novembre). Chiediamoci con la fede semplice del Popolo fedele: se la Medaglia fu donata dalla Madonna a Santa Caterina Labouré per poter ottenere tutte le grazie che avessimo chiesto con fede, ciò significa che la Vergine nella sua Medaglia ci offre un segno visibile della sua potente Mediazione. La Madonna ci dona le grazie.

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Adversus minimalismus: Santa Maria Maddalena de’ Pazzi

Tra le molte e grandi cose che quest’affascinante Mistica fiorentina (1566-1607) ha insegnato, rammentiamo un passaggio, in riferimento alla B. Vergine Maria:

«O Maria, ci attrai col suave fiato del tuo respirare al Costato del tuo humanato Verbo, dove noi gustiamo Dio fatto uomo, e l’uomo fatto Dio…Il Verbo è quella pietra angulare, ma anche tu Maria! Lui ha unito la creatura al Creatore; e tu la Divinità con l’umanità (Colloqui, 1, 362-363).

Altro che minimalismo mariologico e riduzionismi da salotto.

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Una Nota mariana molto dissonante. Sulla “Mater Popoli Fidelis”

Lo scorso 4 novembre 2025, il Cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato una nuova Nota dottrinale, Mater Populi Fidelis (MPF), concernente alcuni titoli mariani in relazione alla cooperazione di Maria alla salvezza. È la prima volta che il dicastero più importante della Curia romana dedichi una sì grande attenzione alla soteriologia mariana e per questo fatto non si può che gioire. Un documento che conta 80 paragrafi e 197 note a piè di pagina non è certamente irrilevante. L’aspetto biblico è curato con grande precisione. Leggendo infatti la parte introduttiva non si può che rimanere piacevolmente sorpresi da un’affermazione in netta controtendenza rispetto al milieu esegetico storico-critico in voga. Si afferma che Gn 3,15 prefigura in Eva la Vergine Maria, «la Donna che partecipa alla vittoria definitiva contro il serpente» (n. 5). Per questo non deve sorprendere che Gesù si rivolga a sua madre con l’appellativo di «Donna», a Cana (cf. Gv 2,4) e nell’«ora» della Croce (cf. n. 5).

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