La teologia spirituale, concentrandosi sulla salvezza dell’anima, ha forse finito per privatizzare la salvezza, mettendo l’accento sul destino eterno dell’individuo piuttosto che sulla sua relazione con gli altri? È una domanda che, da un bel po’ di tempo, anima il dibattito teologico e spinge a ripensare l’escatologia classica, spesso considerata troppo individualista, in favore di una visione più comunitaria e sociale.
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