In this article, Father Serafino Lanzetta, a professor of dogmatic theology at the Theological Faculty of Lugano, weighs in on the debate sparked by Mater Populi Fidelis. He refers back to the first great Mariological dispute, which was resolved at Ephesus. Today, as then, downplaying Mary’s role leads to a misunderstanding of the truth about Christ.
Continua a leggere “🇬🇧 Is it Mary a model of the redeemed and nothing more? The dogmatic truth is different”Tag: mariologia
Modello dei redenti e basta? La verità dogmatica è un’altra
La dottrina mariologica di Co-redenzione e Mediazione è centrale. Difendere la Theotokos (Madre di Dio) implica rifiutare un minimalismo recettivo. La Co-redenzione è la singolare cooperazione fattiva di Maria, che dipende dalla grazia e dal suo vincolo materno. Essere stata redenta singulari modo (Immacolata) la rende capace di tale ruolo di Socia di Cristo.
Continua a leggere “Modello dei redenti e basta? La verità dogmatica è un’altra”L’Immacolata Concezione: Scudo contro il minimalismo mariologico
Pubblicazione dell’Introduzione del nuovo libro di P. Serafino M. Lanzetta intitolato Tota Pulchra. Un canto teologico all’Immacolata Concezione.
Continua a leggere “L’Immacolata Concezione: Scudo contro il minimalismo mariologico”Maria agonizzante con Cristo: lacrime, dolore, offerta
Entrati nella Settimana di Passione, vogliamo fissare il nostro sguardo su Maria SS. unita a Gesù nella sua dolorosa Passione. Maria è una con il Figlio dall’Annunciazione, con la sua obbedienza sacrificale, fino al Calvario, dove il suo “Stabat” è completamento sacrificale del suo “Fiat”. La Vergine Maria, nuova Eva, soffre per dare alla luce tutti noi sul Calvario, in Gesù e per Gesù. Partorendo in modo verginale Gesù, Maria ha rimosso la condanna che incombeva su Eva a causa del peccato originale: nel dolore partorirai (cf. Gen 3,16); partorendo invece noi con doglie spirituali e corredentive ha restaurato la vita soprannaturale delle nostre anime, divenendo nostra Madre nell’ordine della grazia (cf. Lumen gentium 61). Bisogna evitare due eccessi quando si descrive la sofferenza di Maria durante la Passione e Morte del Signore. C’è chi presenta la Vergine ai piedi della Croce totalmente disfatta dalla sofferenza, fino al deliquio e alla svenimento: una madre quasi disperata; o chi la vede in un certo modo impassibile, in un atteggiamento di stoica fortezza, senza lacrime e pianto amaro. Maria soffrì un dolore che non ha pari; versò lacrime amare, non su Gesù (come le donne di Gerusalemme redarguite dal Signore, cf. Lc 23,28) ma con Gesù, per tutti noi. Ella agonizza con il Figlio, ma quel dolore è amore: amore che salva. “Stabat” esprime un’unità di fortezza, silenzio, pianto e offerta sacrificale.
Sempre vergine? La risposta che la Chiesa si attende
La verginità di Maria è una formidabile risposta alla situazione di declino nella Chiesa della vita religiosa e del matrimonio, principiata da una scorretta visione degli stati di vita del cristiano.
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