In questa catechesi con i fedeli della Parrocchia di Sant’Alfonso in Sarno (SA), P. Serafino, su invito del Parroco, Don Marco Siano, svolge il tema della S. Messa come sacrificio glorioso dell’Agnello di Dio. Come riconciliare le numerose volte in cui invochiamo il Signore nella Messa quale Agnello di Dio con la paura, tutta “post-conciliare”, di riferirsi alla S. Messa quale santo sacrificio? Cos’è sacrificio? Cosa significa entrare in chiesa per partecipare alla Messa? Cosa facciamo quando riceviamo la Santa Comunione? Tutti punti svolti in questa riflessione.
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Il primo tentativo di sbarazzarsi del sacrificio dell’Agnello
Stiamo celebrando la Santa Quaresima, tempo prezioso di conversione e di penitenza. Con il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11 e Lc 4, 1-13) siamo introdotti anche noi nella grande battaglia spirituale che sempre ci attende. Una battaglia contro le tentazioni e «contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Ef 6:12), contro il diavolo. Il primo ad affrontare il “potere” del diavolo è nostro Signore nel deserto. A ben vedere, Satana prova a capire se quel Gesù di Nazaret, figlio di Maria, sia il Figlio di Dio, il Messia venuto nel mondo. E con ciò prova soprattutto ad ostacolare il cammino del Messia verso la Croce. La Croce sarà infatti la rovina definitiva del serpente antico e la nostra eterna liberazione. Il Signore Gesù si sottopone alla tentazione per sconfiggere il diavolo con i mezzi con cui il diavolo aveva sconfitto Adamo. Come una vergine, un albero e la morte furono alleati nella sconfitta del primo uomo, così una Vergine, la Croce e la morte del nuovo Adamo saranno alleati nella redenzione dell’uomo, dice San Giovanni Crisostomo. Nel deserto delle tentazioni inizia la battaglia tra la Croce e il suo nemico. Sarà la prima e anche l’ultima.
L’Adorazione di Dio
L’adorazione è l’unica via per rendere nuovamente percepibile la presenza di Dio in questo mondo. Essa naturalmente ha bisogno di adoratori, adoratori fedeli, che si inchinano, si inginocchiano e si prostrano davanti alla maestà di Dio. L’alternativa all’adorazione di Dio non è l’empietà, elevata al rango di comportamento comune perché la società rimanga laica, ma l’idolatria, cioè l’adorazione del dio di turno (soldi, successo, potere, ecc.) con un volto noto: Beelzebùl, il diavolo. In un momento in cui l’adorazione sembra quasi scomparsa dalle nostre liturgie e la S. Messa stessa è largamente vissuta come celebrazione dell’Ultima Cena, è più che mai necessario adorare Dio “in spirito e verità” (Gv 4,23). In una cena non si adora ma si mangia. E non si adora quando la Messa non è più sacrificio ma solo banchetto. Ritorniamo ad adorare perché la Chiesa e con essa il mondo possano ritornare a vivere.
La S. Messa e la vita cristiana
Che cos’è la Santa Messa? Se facessimo un sondaggio tra i nostri fedeli, una percentuale sorprendentemente alta di intervistati darebbe senza dubbio voce a una cacofonia di risposte contrastanti. Mai prima d’ora la Santa Messa è stata così ampiamente fraintesa dai cattolici. Che cosa è allora la S. Messa? Il sacrificio vivente della nuova ed eterna alleanza e non un mero pasto, né un’estensione nel tempo della Chiesa della Pasqua ebraica celebrata nel contesto di un cena rituale. L’Ultima Cena di Gesù è stata unica. Il pane e il vino, trasformati nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, proclamano ciò che Egli ha fatto per noi sulla Croce, fino al suo compimento nel Regno di Dio (cfr. Lc 22,16). L’aspetto del banchetto è importante, ma dipende dal sacrificio. Se Cristo non fosse morto come Agnello sacrificato, non sarebbe risorto e noi saremmo ancora nei nostri peccati. Così la nostra Messa sarebbe solo un vuoto memoriale o, come spesso accade, diventerebbe la celebrazione di noi stessi. La partecipazione vera e attiva alla liturgia dipende da ciò che è la Messa e non da ciò che si può fare o non fare nella Messa.
🔍 P. Serafino M. ha pubblicato un nuovo libro in inglese su questo tema (speriamo presto anche in italiano): The Glorious Sacrifice of the Lamb. The Mass and Christian Life, Mary House Press, Portsmouth 2024.
La preparazione e il ringraziamento alla S. Messa
Sul sito della Congregazione per il Clero, P. Serafino M. Lanzetta ha pubblicato un articolo sulla preparazione e il ringraziamento del sacerdote celebrante alla S. Messa. Sono i due momenti chiave della vita del sacerdote e dell’intera sua esistenza. Prepararsi a salire all’altare di Dio e ringraziare il Padre per il dono del Figlio, prolungando così il mistero della S. Messa, adorazione e ringraziamento, nella propria anima sacerdotale, nella propria vita sacerdotale: questo è veramente tutto.
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