Che sono le parole se non parole? Eppure feriscono e spaventano

Il grande libro dell’Imitazione di Cristo ci mette dinanzi ad un fenomeno ricorrente: parole che si sprecano e si ripetono con leggerezza, le quali, pur rimanendo suoni che volano al vento e non intaccano la pietra, sono però macigni per la coscienza. Perché? Due sone le cose: se ti rammentano di essere in colpa, pensa di emendarti di buona voglia. Se invece ti senti innocente, sopportale lietamente per amor di Dio (cf. libro 3, cap. 46).

Eppure, abbiamo paura delle parole, che in fondo sono solo parole. Per quale ragione? La parola all’Imitazione di Cristo: «E perché mai cose tanto da nulla ti feriscono nell’animo, se non perché tu ragioni ancora secondo la carne e dai agli uomini più importanza di quanto sia giusto? Solo per questo, perché hai paura che ti disprezzino, non vuoi che ti rimproverino dei tuoi falli e cerchi di nasconderti dietro qualche scusa» (Ibidem).

Il rispetto umano ci gioca un brutto scherzo. Rivolgiamo invece alla Parola di Dio e così non temeremo le parole degli uomini. Anche la coscienza sarà più libera.