La Natività della Vergine è rinascita della Chiesa

È il Cuore di Maria che ci rende con-cordi. È vivere nel suo Cuore che ci fa ritrovare la vera con-cordia di fede e di carità. Maria è quindi Madre della Chiesa perché ha generato tutti alla vita nuova del Figlio; ha generato gli Apostoli e tutte le membra del Corpo mistico di Cristo, perché tutti, ognuno secondo il dono e il ministero ricevuto, fossero a servizio di Cristo e del Vangelo. Madre della Chiesa, diciamolo ancora una volta, implica l’atto generativo e corredentivo della Vergine.

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Esplosivo: la maggioranza dei Vescovi non voleva l’abolizione della Messa antica

Era solo una sparuta minoranza, abbastanza agguerrita e militante, che voleva Traditiones custodes, cioè il Motu proprio di Papa Francesco che non solo cancellava Summorum Pontificum di Benedetto XVI, ma provava anche a cancellare la Messa tradizionale. Ma fu un colpo di mano. Questo è ormai noto grazie a due fonti indipendenti che hanno pubblicato i documenti vaticani segretati. È stata prima la giornalista americana Diane Montagna a pubblicare qualche giorno fa il “Giudizio Complessivo” della CDF sulla consultazione dei Vescovi circa l’applicazione di Summorum Pontificum, fatta nel 2020 e poi Don Nicola Bux con Saverio Gaeta, nel loro libro appena uscito: La liturgia non è uno spettacolo. Ebbene cosa emerge? Che la maggioranza dei vescovi che ha risposto al questionario ha dichiarato che apportare dei cambiamenti legislativi a Summorum Pontificum avrebbe causato più danni che benefici. Come infatti si è verificato, provocando, tra l’altro, anche nuovi scismi. Ecco quello che dicevano i vescovi con precisione:

«Qualsiasi intervento esplicito può causare più danni che vantaggi: se si conferma la linea del motu proprio Summorum Pontificum troveranno nuova intensità le reazioni di perplessità del clero (e non solo). Se si nega la linea del motu proprio Summorum Pontificum troveranno nuova intensità le reazioni di dissenso e di risentimento dei cultori del rito antico. Dunque è bene proseguire in questo cammino già intrapreso senza creare ulteriori scossoni. Era meglio mantenere lo “status quo”. E invece Papa Francesco, consigliato dai suoi collaboratori militanti, non solo ha emanato Traditiones custodes con l’intento di porre fine alla Messa di sempre, ma ha addirittura giustificato la sua azione con una lettera di accompagnamento del Motu proprio in cui, facendo riferimento al questionario di cui sopra, dichiarava: «Le risposte pervenute hanno rivelato una situazione che mi addolora e mi preoccupa, confermandomi nella necessità di intervenire».

Come intende Papa Leone XIV porre fine a questa grave ingiustizia? Una via c’è e sembra che l’abbia già delineata.

Se invece si stesse verificando la profezia di Fatima?

Il caos geopolitico aumenta. La terza guerra mondiale a pezzi, come ebbe a definirla Papa Francesco, si intensifica sempre più. C’è il rischio, molto probabile, che questi pezzi si mettano insieme e provochino un’escalation con il pericolo di una vera guerra mondiale. Ma ciò che più fa riflettere è che nella guerra in Medio-Oriente tra Israele e Iran, in cui adesso sono entrati anche gli Stati Uniti, tutti invocano il nome di Dio. L’ayatollah Ali Khamenei qualche giorno fa dichiarava che l’Iran avrebbe trionfato sul regime sionista per volontà di Dio. Israele, da parte sua, invoca il Dio di Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, perché la terra ricevuta da Dio rimanga sicura da una minaccia nucleare. Trump con la sua Amministrazione ha ringraziato Dio per aver distrutto con grande successo tre siti nucleari iraniani. La domanda che sorge è questa: cosa vuole veramente Dio? O: chi è veramente Dio? Nel caos totale, una cosa però è chiara: molto probabilmente questa guerra è una punizione di Dio perché Egli non è davvero conosciuto e adorato; perché il male dilaga, giustificato finanche con il nome santo di Dio. Che non sia invece il momento in cui si avverano le parole della Madonna di Fatima: «I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte». Nel diario postumo di Sr. Lucia, la veggente conferma questa visione di distruzione del luglio 1917, quale «purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso. L’odio, l’ambizione, provocano la guerra distruttrice» (Un cammino sotto lo sguardo di Maria, 2014).