Lo scorso 9 gennaio 2026, il Santo Padre Leone XIV ha tenuto un importante discorso al Corpo diplomatico presso la S. Sede. Tra le varie cose, si è soffermato sull’importanza delle parole e sul tentativo orwelliano contemporaneo di manipolarne il significato, sradicandole dalla realtà e dalla verità. L’effetto nocivo di questa ideologia della neo-lingua è di presentarsi apparentemente inclusiva e tollerante. In realtà, essa esclude chi non si adegua al potere equivoco delle nuove parole per rappresentare una situazione diversa dalla realtà.
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Santo Padre ci confermi nella Fede. Senza (troppe) interviste
Papa Leone XVI di recente ha concesso una lunga intervista all’agenzia americana “Crux” per una sua biografia in spagnolo. I temi toccati sono vari: dalla guerra in corso, alle finanza vaticane e ai punti più caldi del dibattito all’interno della Chiesa, in particolare l’ordinazione femminile e il Sinodo, le persone cosiddette LGBT e la Messa in Latino.
Continua a leggere “Santo Padre ci confermi nella Fede. Senza (troppe) interviste”Vangelo contro Mondo: la battaglia nella Chiesa
Perché la dottrina tradizionale è l’unico antidoto all’autodemolizione e alla deriva sinodale.
Continua a leggere “Vangelo contro Mondo: la battaglia nella Chiesa”Leone XIV tra due fuochi: un sinodo parlamentare o dottrinale
È innegabile che sin dalla sua prima comparsa sulla Loggia delle benedizioni, Papa Leone XIV abbia fatto riferimento al Sinodo iniziato da Francesco, destinato a non mai finire, invitando tutti ad essere una Chiesa sinodale, in cammino. È ancora presto per orientarsi e capire quello che il nuovo Papa farà in merito, ma ciò che sorprende favorevolmente è che Leone XIV, tutte le volte che ha parlato del Sinodo, non ha mai rilanciato l’agenda fissata in precedenza. Quei pochi indizi in merito che abbiamo finora, invece, sembrano puntare su un altro modo, totalmente diverso e corretto, di pensare al sinodo, cioè riscoprirne la sua origine dottrinale ed ecumenica per l’unità della Chiesa fondata sulla fede. Questo è quanto emerge dall’importante discorso di Leone XIV ai partecipanti al Simposio sul Concilio di Nicea (7 giugno 2025), invitando a guardare al primo concilio ecumenico quale modello di sinodalità per la Chiesa universale. Mentre i collaboratori sinodali di Francesco provano a blindare la sinodalità, cosa potrà invece fare Leone XIV? Cosa pensare poi di una data comune tra Oriente e Occidente per la Pasqua?
I primi giorni da Papa e già tante (desiderate) novità
Tutta la sincerità di quest’uomo, «scelto senza alcun merito», come ha detto di sé Papa Leone nella Messa di inizio del suo ministero petrino, si può sintetizzare in quello sguardo al suo anello piscatorio subito dopo averlo ricevuto. Occhi stupiti, come quelli di un bimbo che riceve un regalo; occhi attenti e gravidi di tanta responsabilità che lo attende. È un Papa che vuole fare il Papa e lo farà come vuole Gesù e come ha fatto Pietro, con disinvoltura e consapevolezza. Cristo è al centro. Papa Leone viene a noi, diceva ancora nell’omelia di inizio del suo ministero, «come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia, camminando con voi sulla via dell’amore di Dio, che ci vuole tutti uniti in un’unica famiglia». L’amore con il quale Pietro deve amore il Signore e le sue pecorelle è oblativo, come quello di Cristo in Croce e come quello di Pietro, crocifisso con Cristo. Solo se l’amore è dono di sé fino alla fine, come ha fatto Gesù, è vero e diventa carità che presiede all’unità di tutta la Chiesa. Una cosa molto interessante emerge da questi primi giorni: Leone XIV è a suo agio più nel citare Leone XIII che Francesco e sicuramente non dipende in ciò che dice dal Vaticano II come momento iniziale della Chiesa. Ha citato l’ultimo Concilio solo due volte finora, ma mai presentandolo come “bussola” della Chiesa di oggi. Un buon inizio per un’unità con la fede di tutta la Chiesa. E del Sinodo che ne sarà?


